Confessioni di una blog dipendente (5ª parte) E-mail

di Silvana Rigobon (FaMme_de_Ménage)
(quinta parte)

 

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Aprile o maggio 2003. Ivano Bariani, Francesco Borgonovo e Mattia Walker si incontrano su una panchina dei giardini pubblici di Reggio Emilia, per discettare di letteratura. La leggenda vuole che sia in quell’occasione che i tre concepiscono un progetto.
Settembre 2003. Bariani (FaM_09), Borgonovo (FaM_07) e Walker (FunaMbolo), fondano FaM - Frenulo a Mano (www.famlibri.it), la rivista on line che si propone di pubblicare «letteratura fica». Sovvertire l’onanismo letterario e dare spazio alla letteratura cool: la scelta felice sia del titolo che dell’obiettivo favoriscono, fin dagli esordi, il successo della rivista. La presenza del termine attinente al campo dell’organo genitale maschile risulta determinante per posizionare la rivista, da subito, nella top ten dei siti più cliccati dagli amanti di letteratura (e non solo).
Aprile 2004. Esce la Raccolta di “Letteratura Fica” edita da FaM. L’antologia raccoglie il meglio della rivista on line. Con un’età compresa fra i 21 e i 24 anni i tre curatori diventano a tutti gli effetti EnFaMts Prodiges dell’editoria italiana.

2 aprile 2004, venerdì. Prima presentazione della Raccolta di “Letteratura Fica”: a Verona, organizzata dalla sottoscritta, presso la caffetteria Fuoricorso. Oltre a due dei curatori dell’antologia, Bariani e Borgonovo, si presentano una ventina fra: autori assai promettenti, fidanzate degli autori, amici delle fidanzate degli autori, musicisti vari e strumenti al seguito, parenti dei musicisti… Nel corso della serata, la sottoscritta compara con frequenza (e una certa apprensione) il numero in progressivo aumento del gruppo di autori & C., da una parte, e quello costante del pubblico, dall’altra.
Quella sera si alternano alle letture Peppe Fiore – F(iore)aM –, Andrea FalegnaMi, Davide Malesi (FaM_667), Piercarlo Slavazza (inFaMe), nonché gli stessi Bariani e Borgonovo. Il pubblico gradisce: applausi, entusiasmo, foto, acquisto dell’antologia in molteplici copie, richiesta di autografi (e altro, che non è il caso di raccontare qui).
Si segnala, fra le foto di quella serata, una di Kimota, al secolo Gualtiero Bertoldi, blogger padovano (www.kimota.diludovico.it).

La chiamerei “Colpo di genio”: l’effetto “rimbalzo” è il prodotto dell’incontro/scontro di due giovani menti creative. Per la cronaca: quello che rimbalza verso sinistra è Borgonovo. Quello che rimbalza verso destra è Bariani. Mattia Walker, il terzo curatore, è l’assente giustificato: fin dalle prime presentazioni ha sempre declinato gentilmente gli inviti. Pare sia terrorizzato dalle apparizioni in pubblico.

Per usare le parole degli stessi curatori, FaM «non è una semplice rivista on-line. FaM è soprattutto un covo». E in quattro anni il covo di FaM s’è guadagnato la reputazione di autorevole trampolino di lancio per scrittori esordienti.
FaM pubblica racconti. Ma non solo. C’è spazio anche per romanzi a puntate, romanzi per l’estate, fotoracconti e rubriche fisse. La struttura è quella di un blog, con i commenti in calce a ogni singolo post, senza alcun tipo di filtro, per un confronto diretto fra scrittori e lettori.
Spicca fra tanto materiale Saponi tristi, «la prima soap opera trasmessa su un sito di  narrativa». Giunta all’episodio undici, nelle intenzioni dell’autore, Cristiano de Majo (Morto_di_FaMe), la storia, che iniziava con un’inquadratura lunga del binario 22 della stazione Termini, doveva essere «una roba molto sdolcinata» e non finire mai.
FaM pubblica anche il meglio di alcune riviste straniere di culto: Stefano Amato (FaMista) traduce regolarmente testi da
McSweeney's, a Francesco Covarino spettano quelli di The Believer.
Sono molti gli autori che hanno trovato un loro spazio su FaM: da Peppe Fiore a Simone Marcuzzi (FaMulo), solo per citarne un paio. Il racconto che presentiamo in questo numero è di Andrea FalegnaMi: altri suoi testi sono pubblicati su FaM e su nazioneindiana.it, e non lasciano dubbi sul suo talento.

Da qualche tempo il numero dei curatori di FaM si è ridotto a due: Ivano Bariani e Mattia Walker. Il FaMtomatico Mattia Walker, che nessuno ha mai visto, rimane un mistero e merita un discorso a parte. Di lui si sa solo che è nato ad Anversa nel 1980, che vive fra Roma, Reggio Emilia, Siracusa, Pordenone e una città non ben definita del nord Europa; che ha scritto sotto diversi pseudonimi su FaM, Fernandel, Linus, Maltesenarrazioni e Panta.
Nel marzo 2005 sono riuscita ad intervistarlo, telefonicamente. Forse è per questo motivo che Walker mi ha fatto recapitare le bozze del suo romanzo, Civitavecchia alla fine del mondo. Posso anticiparvi che si apre con un dubbio esistenziale di Roberto Baggio, e si conclude con l’inaugurazione del santuario della Madonnina di Civitavecchia.
In attesa del libro di Walker, siete ancora in tempo per procurarvi una delle ultimissime copie della Raccolta di “Letteratura Fica”, ormai un oggetto di culto. Fra qualche decina d’anni, anche voi potrete dire ai vostri nipoti, con una punta d’orgoglio:
Io l’ho acquistata prima che… ♦

 

© Copyright 2007 Silvana Rigobon (originariamente pubblicato su "Fernandel" n. 60, aprile-giugno 2007)

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