Rivista on line di racconti e interventi sulla

narrativa contemporanea (ISSN 1972-649X)

Trentarighe "Cime" (luglio 2010) E-mail

trentarighe.jpg Trentarighe - luglio 2010 - «Cime»


Cari lettori e scrittori di Trentarighe,
questa è la seconda edizione in cui il nostro concorso ha cadenza bimestrale, il che è coinciso con un forte calo dei racconti ricevuti in redazione.
Ma non so se la minore popolarità del concorso si debba solo al fatto che 30R non c'è più ogni mese. Può anche darsi, semplicemente, che 30R abbia un po' stufato e che si stia chiudendo una stagione (tra l'altro molto lunga, 30R è iniziato nell'autunno del 2007, e non ha mai perso un'edizione!).
Questa volta sono arrivati quattro testi. Troppo pochi, no?
Propongo di fare così: andiamo avanti e vediamo se i seguaci (vecchi o nuovi) di 30R riescono a metabolizzare la nuova cadenza. Vediamo quanti testi arriveranno entro il prossimo termine per l'invio (il 20 agosto per la pubblicazione a settembre), e trarremo le conclusioni più logiche, ok?


Passo ora alla disamina dei fabulous 4 di quest'edizione, cui spetta come minimo di essere tutti citati.
Solitaria, con Divagazione oltre ogni tema fa una specie di pastiche massimalista con virata gastronomica (come altro definire un testo che mette insieme le parole: «picnic esperienziale» – che io avrei tra l'altro preferito come titolo?). Non saprei bene come giudicarlo, ma il coraggio di per sé mi è simpatico.
Un po' stanco, senza guizzi, Legare gli ormeggi di Matteo Ongari (il quale si merita però una menzione alla carriera per la sua assiduità nel concorso, che ha anche vinto in passato), che se la prende con il figlio di Briatore e la sua prima infanzia nel panfilo. Non trovo elementi di novità o di forza in questo pezzo.
Maripili di Lucia Sallustio prende una strada erudita, ipotizzando esiti diversi del romanzo Cime tempestose di Emily Brontë. Ma il testo mi risulta troppo lungo di venti caratteri…
La bella dormiente di Rosalia Messina è un testo d'amore e rimpianto, preso molto di petto, che segue il ciclo che va da quando un sogno si realizza a quando quello stesso sogno rivela di non essere più tale. Ma lascia spazio a un possibile futuro ciclo. Vince quest'edizione di 30R, coi complimenti della redazione.

Il prossimo concorso s'intitolerà «30R bavaglio». Non per responsabilizzare nessuno, ma il numero di testi che arriveranno sarà un segnale importante riguardo alla continuazione di questo concorso…
Vi lascio con un passo di Javier Marías, da Un cuore così bianco:
«Ascoltare è davvero pericoloso, significa sapere, significa essere informato ed essere al corrente, le orecchie sono prive di palpebre che possano chiudersi istintivamente di fronte a ciò che viene pronunciato, non si possono proteggere da ciò che si presume stia per essere ascoltato, è sempre troppo tardi».

 

Michele Governatori




La bella dormiente 

di Rosalia Messina


 

I miei occhi incrociarono i suoi nello specchio di un bar. Senza averlo mai incontrato lo riconobbi.
«Anch’io ti ho riconosciuta» mi disse quando i giochi erano fatti e ci eravamo insediati nel ritmo esaltante della prima persona plurale.
«Sei quello che ho sempre sognato» gli dissi. Chi non l’ha detto almeno una volta nella vita?
Da tempo avevo smesso di inseguire i sogni. Ma i sogni erano sempre lì, acquattati da qualche parte, in attesa.
Le favole che ci hanno raccontato e che continuiamo a raccontarci da sole, per farci compagnia, per puntellare le nostre fragili certezze, ogni tanto ci sorprendono, materializzandosi in qualcuno o qualcosa.
Mi raccontavo di essere una bella dormiente che forse, chissà, prima o poi un bacio sveglierà.
Quindi lo riconobbi.
Il ritmo esaltante della prima persona plurale scolorò, a tempo debito - un tempo variabile, ma per me non è mai durato molto - nel ritmo placido e un po’ noioso della familiarità, anestetico della passione.
Spiavo le espressioni del principe spiegazzato, gli chiedevo ansiosa: «Mi ami?»
«Ma certo».
«Mi ami come il primo giorno?»
«Anche di più» rispondeva, ma non c’era più primavera nei suoi occhi.
L’uomo che avevo sempre sognato andò via, senza lasciare traccia, lasciando al suo posto un uomo normale, un maschio medio.
Una vera principessa delle favole sarebbe fuggita. Io sono tornata a dormire. E a sognare, e lui non è più nei miei sogni. Sogno il futuro che prima o poi spazzerà via questo presente inglorioso. Sogno una montagna alta, altissima, una cima innevata in pieno sole.
Nessuno mi ha ancora svegliata.


Rosalia MessinaRosalia Messina, siciliana, è nata nel 1955 e continua a sentirsi una ragazza. Dorme poco e sogna molto; ciò le consente di coltivare la passione per la scrittura nonostante i molteplici impegni e interessi, e le fornisce spesso l’ispirazione per una storia (le piace dire di sé che inventa storie). Non è un caso se una sua raccolta di racconti si intitola Prima dell’alba e subito dopo (editore Perronelab).

Commenti
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Solitaria  - Brava   |2010-07-04 00:31:25
Isolina
Rosalia   |2010-07-04 08:17:43
Grazie per l'apprezzamento!
Rosalia
Domanda  - il titolo   |2010-07-04 08:58:55
del prossimo 30R č per esteso «30R bavaglio»
e non solo «bavaglio»

Ho «inteso» bene?

Grazie
Lucia Sallustio     |2010-07-04 11:06:00
Rosalia, un pezzo commovente e di un crudo realismo allo stesso tempo. Complimenti!
Lucia Sallustio
Rosalia   |2010-07-04 14:04:44
Grazie, Luciana. Ho potuto leggere il tuo e mi č piacuto molto, č originale e profondo con leggerezza.
Rosalia
stefko     |2010-07-05 11:24:21
Rosalia, i miei complimenti anche qui.
PS. Che sei una "ragazzetta" te l'ho detto subito... :)
rosalia   |2010-07-05 13:06:31
Grazie, Ste, per entrambi i complimenti...
Ma secondo te che sei veterano di trentarighe (e ragazzetto autentico anagraficamente) il tema nuovo č da intendersi alla lettera (30R associato a bavaglio)?
Domanda  - il titolo   |2010-07-05 21:55:35
sembrerebbe proprio di si
pinella   |2010-07-08 09:47:38
ancora una volta...mi incanti....
Rosalia   |2010-07-08 12:23:50
Grazie, Pinella, per essere passata e avere lasciato un segno. E per le tue parole.
Rosalia
Luigi  - Luigi   |2010-07-09 10:21:21
Cara Lia, un pezzo di grande maestria ma soprattutto di profonda intensitą. La trasformazione del Principe nel Maschio Medio dą al lettore tutto il doloroso senso di perdita, di abbandono, di tradimento dell'ideale sentimentale. E' un racconto bellissimo, ti faccio i miei complimenti di cuore...
Rosalia   |2010-07-09 13:49:42
Grazie, Luigi, per il tuo commento e per tutto quello che in questi anni mi hai insegnato e trasmesso.
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