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narrativa contemporanea (ISSN 1972-649X)

L'apprendista libraio (novembre 2009) E-mail


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L'apprendista libraio

Testimonianze sul campo di un commesso (frustrato) di libreria 


(una rubrica di Stefano Amato) 

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ALCUNE COSE CHE HO IMPARATO LAVORANDO IN LIBRERIA

Qualche settimana fa in libreria è entrato un tizio che mi ha chiesto: «Chi è lo scrittore italiano più famoso nel mondo dopo Pirandello?»

Ormai davanti a domande del genere non batto ciglio. Le richieste assurde si sprecano («avete libri sulla personalità delle galline?») quindi una più una meno, poco importa. Preferendo dargli corda, quindi, ho snocciolato al tizio i primi nomi che mi venivano in mente, sapendo che tanto non ci avrei mai preso.

«Eco? Calvino? Dante?»
Lui è scoppiato a ridere.
«Ubaldi» ha detto quando è riuscito a placare le risate. «Le dice niente questo nome?»
«No».
«Ma avete qualcosa di suo, in libreria?»
Più che altro per farlo contento ho digitato nel campo autore “Ubaldi”, ma anche il computer non ne sapeva nulla. Lui allora ha scosso la testa e se n’è andato borbottando qualcosa sull’ignoranza dei librai moderni che non ho bene afferrato.
Per curiosità, una volta rimasto solo ho fatto una ricerca su Google. È spuntato fuori non solo che un certo Pietro Ubaldi esiste, ma che è davvero un pezzo grosso della filosofia mondiale, anche se a quanto ho capito sono soprattutto gli americani a considerarlo tale. Un suo scritto in particolare, The great syntesis, è tuttora oggetto di studio. Certo, è poco per considerarlo «lo scrittore italiano più famoso nel mondo dopo Pirandello», ma non si può mai sapere come la penseranno fra duecento anni.
Tutto questo, comunque, per dire che uno dei vantaggi di lavorare in libreria è che volente o nolente si imparano un sacco di cose. Per esempio. È ormai noto che io nutro qualcosa di simile all’idolatria per Philip Roth; e anche Primo Levi mi piace parecchio. Bene, se non avessi lavorato in una libreria, difficilmente avrei saputo, come mi ha detto una cliente/amica, che nell’ultima edizione di un libro di Levi (Il sistema periodico) è contenuta un’intervista di Roth all’autore comparsa decenni fa sulla Stampa. (In effetti essere un apprendista libraio mi ha permesso anche di leggere l’intervista senza dover comprare il libro, ma lasciamo perdere questo aspetto per ora.)
Altre cose che ho imparato?
Che le librerie spesso ricevono dalle case editrici delle bozze rilegate di alcuni libri, mesi prima che gli stessi volumi finiscano sugli scaffali, credo per permettere al libraio di farsene un’idea. In questo modo io ho letto con un mese di anticipo il nuovo romanzo di Ammaniti, sugli scaffali solo a fine ottobre.
Ho imparato, purtroppo, che i libri stanno aumentando di prezzo a un ritmo vertiginoso. Per non farsene accorgere le case editrici hanno un sistema: aumentano i prezzi di poco – dieci, venti centesimi per volta – ma con frequenza altissima. Com’è facile immaginare questa strategia è attuata soprattutto con i tascabili, con il risultato che certe edizioni che passano per "economiche" ormai arrivano a costare anche diciotto (18) euro. Le prove materiali di tutto questo non sono tanto i fogli pieni di titoli con vecchio e nuovo prezzo che le case editrici mandano alle librerie a cadenza mensile. E nemmeno le diottrie che io perdo ogni volta che devo spulciare queste liste, trovare i libri elencati e appiccicargli un nuovo prezzo. No, le prove materiali sono quei libri che si vendono più lentamente di quanto aumenti il loro valore, col risultato che il loro prezzo, passato in poco tempo per esempio da 12.000 lire a 13 euro, è coperto tre, quattro, anche cinque volte, da quello nuovo.
Gli ultimi arrivi, poi, ormai costano una vera follia. Certi prezzi esorbitantia volte sono parzialmente giustificati dalla mole biblica del volume: vedi gli ultimi romanzi di Thomas Pynchon, Stephen King e – uff – Dan Brown, il cui costo ormai si aggira intorno alla paga giornaliera di un lavoratore precario, e certe volte la supera. Il problema nasce quando, inspiegabilmente, a costare parecchio è un libro di poche pagine. L’uomo che cade di Don DeLillo, uscito per i Supercoralli Einaudi, è un esempio perfetto. Costa(va) diciannove euro, ma credo che non arrivasse alle duecento pagine. Di fronte a un prezzo del genere non puoi fare a meno di chiederti chi comprerà quel libro se non un fan sfegatato di DeLillo. Un fan particolarmente ricco, per giunta.

Commenti
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lordmax  - Ecco perché si dovrebbe passare al digitale     |151.92.83.xxx |2009-11-02 10:37:28
Senza perdere tempo con il feticismo tipo odore della carta o sensazione dell'inchiosto che mi sembrano scemenze, il vero problema del costo dei libri è il costo del passamani.
Se si abbattesse questo costo, ad esempio con l'editoria digitale e la fruizione tramite lettori di ebook (che non stancano gli occhi) molti dei problemi dell'editoria potrebbero risolversi... ed i librai tornerebbero ad essere persona a cui chiedere consiglio e non dei magazzinieri.
zesitian     |83.103.27.xxx |2009-11-02 18:07:10
credo fosse il duemiladue. edicola, paesino della basilicata dove non esistono librerie, scaffale basso, ultimo libro in fondo. emergo boccheggiando e schivando palette di legno e secchielli di hello kitty. "scusi, quanto viene questo? non c'è il prezzo". "Quello? boh. Cinque euro". "E mi dà anche Il Manifesto". Mi guarda: sono un marziano, lo sento. "Vabbè, facciamo cinque euro lo stesso". Pago con un sorriso grande così ed esco leggendomi la quarta di "Ho sposato un comunista" di Philip Roth.
Stefano A.     |79.29.165.xxx |2009-11-04 17:26:22
Io settimana scorsa ho comprato a un euro (1!) Il grande Gatsby ultimissima edizione oscar mondadori (che di euri ne costerebbe una decina...)
ale  - re:   |89.96.169.xxx |2009-11-05 14:27:19
Stefano A. ha scritto:
Io settimana scorsa ho comprato a un euro (1!) Il grande Gatsby ultimissima edizione oscar mondadori (che di euri ne costerebbe una decina...)


Però adesso ci spieghi come hai fatto... :-D

Per combattere il caro-libri (scandaloso)(e non si può dire altro) io mi rivolgo sempre più spesso al circuito dell'usato. Per fare nomi, Libraccio.
torpedobrannigan  - pietro ubaldi   |89.96.134.xxx |2009-11-05 17:29:07
e comunque pietro ubaldi è un doppiatore, il tipo che da la voce a patrick di spongebob per dirne uno, altro che filosofo
F.  - mi spiace   |79.30.59.xxx |2009-11-05 19:29:48
mi spiace ma librai e librerie sono destiate a scomparire...
lettori digitali (kindle ecc) e p2p...
io ho già migliaia di ebook in italiano e inglese e me li posso portare dietro tutti nella tasca della giacca.
purtroppo è così. Con 400 euro ho una libreria praticamente infinita.....
L.  - che peccato   |88.149.180.xxx |2009-11-06 08:50:43
prima abbiamo smesso di comprare i cd a causa dei costi proibitivi, e ora dovremo smettere anche con i libri...(e del resto non si può andare neanche più a teatro, o anche al cinema..) la cultura sta diventando "roba da ricchi"...
lordmax  - librai     |151.92.83.xxx |2009-11-06 09:17:23
NOn sono d'accordo con F.
I librai e le librerie devono continuare ad esistere anzi, diverranno un luogo ancora più importante di quanto sono ora.
Semplicemente devono trasformarsi, mutare per inglobare la situazione attuale.
Una libreria con computer e lettori digitali ed una parete con le sole copertine dei libri. Una libreria in cui posso chiedere un consiglio non solo sull'ultima novità ma su come compormi una libreria tematica.
I librai devono diventare dei professionisti del settore e non dei commessi come sono per lo più ora.
thomas  - io     |151.68.8.xxx |2009-11-06 13:54:27
spesso mi spavento quando vedo i prezzi nella sezione scientifica della feltrinelli. 25 euro per 90 pagine. cose così. sono matti.
lordmax  - 25 euro?     |151.92.83.xxx |2009-11-06 14:00:24
25 euro per un libro "scientifico" sono, per me informatico, un miraggio.
Quest'anno non ho ancora fatto i conti ma nel 2008 ho fatto spendere alla mia azienda oltre 5000 euro in libri di informatica... ed abbiamo risparmiato moltissimo grazie al fatto che abbiamo preso quasi solo libri in formato digitale... snobbando obbligatoriamente i libri italiani che di digitale non fanno nulla (intelligentissimi come no).
Nel 2006 ricordo che eravamo a oltre 8000 euro.
sarmizegetusa  - philip     |80.217.224.xxx |2009-11-06 23:28:48
roth, per l´appunto.
Indignazione (nomen omen)
un centinaio di pagine+cellophane, diciotto euro

in inglese (trade paperback però), in Svezia, mi é costato 9?
Stefano A.   |79.29.165.xxx |2009-11-07 16:51:32
Per Torpedobrannigan: trattasi di omonimo. Quello vero è questo: http://en.wikipedia.org/wiki/Pietro_Ubaldi

F.: io son contento!

Thomas: certi libri tecnici costano CENTINAIA di euro. (E dopo sei mesi li puoi buttare.)
Stefano A.   |79.29.165.xxx |2009-11-07 20:00:05
Sarmizegetusa, però con Roth sono spesi bene...

(Ieri altro colpaccio: The Yiddish Policemen Union di Chabon in inglese a 1 euro. Evvai.)
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