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di Silvana Rigobon (quinta puntata)
maggio 2008
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BombaSicilia (www.bombasicilia.it) è un «cantiere creativo in movimento» con un forte legame territoriale con il Sud.
L’attuale BombaSicilia è il frutto di una serie di evoluzioni di un progetto partito nel 2001, nato sulla scia di BombaCarta (www.bombacarta.it), l’associazione culturale romana successivamente costituitasi in federazione nazionale di associazioni culturali (con BombaSicilia fra i sei gruppi fondatori).
Negli ultimi mesi BombaSicilia ha deciso di seguire uno sviluppo indipendente dal progetto BombaCarta, in un’ottica di valorizzazione della propria dimensione territoriale.
Dal 2004 al 2007 è esistita anche una versione cartacea, dal titolo “BombaSicilia - trimestrale per macchiafogli”, pubblicata dalla Navarra Editore di Marsala (TP).
Dal 27 dicembre del 2007 BombaSicilia.it è diventata supplemento culturale del quotidiano on-line 90011.it.
L’ospite di Nautilus Café e Tonino Pintacuda, uno dei fondatori di BombaSicilia.
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Tonino Pintacuda mentre intervista
Vincenzo Consolo
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Com’è nata BombaSicilia?
BombaSicilia inizia il suo cammino a Bagheria, su una delle tre punte dell’Isola triangolare, sul calar della sera del 19 ottobre del 2001, con l'acquisto del defunto dominio bombasicilia.net per trentottomila lire.
Il progetto m'era spuntato in testa un lunedì mattina, mentre rileggevo Conversazione in Sicilia di quel gran Siracusano di Vittorini.
Ero entrato nella mailing list di BombaCarta nell’aprile dello stesso anno, quando ancora in Italia gracidavano i modem a 56 K e io cercavo di capire se la facoltà di filosofia era quella giusta per me: volevo semplicemente avere un buon armamentario per combattere a testa alta con i libri che amavo. E così, colmo d’entusiasmo per quello che gridava il manifesto di BombaCarta, a BombaSicilia appiccicammo il sottotitolo di “BombaCarta di Sicilia”. BombaCarta allora era semplicemente un'associazione romana nata tre anni prima, ancora lontana dalla risonanza mondiale che poi avrebbe raggiunto.
L’obiettivo era palese: contrastare i limacciosi pomeriggi e i loro bubboni di malinconia, prodromi dell’inevitabile scoramento che già s’era presi i veterani, quelli che l’avevano messo in conto di partire per non morire lì. Io e i miei amici volevamo fare qualcosa, qualcosa di concreto, per riempire quei pomeriggi che la noia e l’apatia si masticavano insieme ai nostri sogni. I libri servivano proprio a ricordarci che il mondo non finiva lì, in provincia del nulla. Senza dimenticare che la letteratura è sempre un ottimo argomento per arpionare fanciulle.
Chi ha creato BombaSicilia e chi collabora, oggi, in redazione?
L’idea iniziale è figlia mia e del talento grafico dei fratelli Luigi e Michele Bellanca che allora erano i luimik, inaugurammo pure una redazione virtuale. Con tutto l’azzardo dei diciott’anni non c’eravamo fermati neanche un minuto a riflettere che avevamo messo su solo un contenitore. Era un cantiere creativo ma nulla di concreto.
Mi misi allora a cercare sistematicamente dei “macchiafogli”. In internet c’erano pochi siti, messi su da pionieri che capivano già qualcosa di html e di ftp, in Italia i blog sarebbero diventati un fenomeno solo nel 2003. In questi primi sette anni la redazione è continuamente cambiata, la squadra storica era composta da Maria Guglielmino, Laura Caroniti, Teresa Zuccaro, Costantino Simonelli e Veronica Lelario. Poi nel 2004 arrivarono Demetrio Paolin – adesso in libreria con il saggio Una tragedia negata (Maestrale Editore), Andrea Brancolini e la mia compagna Maria Renda. Sino a mettere insieme una trentina di persone.
Con gli anni il progetto iniziale di BombaSicilia si è allargato in varie direzioni: la rivista on line è diventata anche cartacea, e avete sviluppato alcuni progetti importanti, nella vostra regione. Quali erano i vostri obiettivi iniziali?
Niente di plateale: impegnarci al di là delle fatiche quotidiane, mettere in rete quello che inutilmente avevamo cercato di concretizzare nel nostro paesone, mirando però ad andare al di là del monitor. Nei primi anni BombaSicilia è stato il forziere di tutti i nostri progetti, più il sito cresceva e più diventava facile non ricevere porte sul grugno. Questo è stato il suo merito, ha dimostrato che un po’ di sale in zucca ce l’avevamo anche noi, sino ad essere tra gli organizzatori della Notte dei mille racconti del 2006 a Palermo, accanto ai ragazzi di AddioPizzo e agli amici di Rosalio.it e altre realtà del capoluogo siciliano. Da lì poi i laboratori di lettura consapevole, sempre a Palermo. Sino ad essere scelti per il BestOff 2007 della Minimum Fax curato da Mario Desiati con il racconto Lampedusa di Maura Gancitano. Ce l’avevamo fatta: dopo cinque anni in rete eravamo sulla carta, poi è stato un crescendo: è uscito il numero zero per le edizioni Navarra in formato tabloid. Ed è arrivata la tanto paventata crisi di crescita, quella che da tempo era nell’aria. Molti degli storici bombasiciliani per forza di cose hanno preso altre strade, io ero appena tornato dal Sudamerica, dove avevo fatto per tre mesi l’inviato speciale per Gente d’Italia, un quotidiano per gli italiani nel mondo. E ci siamo rimessi in gioco, abbiamo provato l’ebbrezza e il potenziale di un nuovo inizio. Ci siamo staccati anche dagli amici di BombaCarta, che nel frattempo è diventata una federazione nazionale di associazioni culturali. Proprio per andare al di là della rete, per calarci di più nella nostra realtà. Per questo abbiamo da subito appoggiato 90011.it (www.90011.it), il quotidiano on line di Bagheria, la nostra città, sino a diventarne supplemento culturale. Tutto quello che abbiamo prodotto sino ad oggi è disponibile nella sezione arretrati del nostro sito, in pratici pdf da scaricare e stampare.
Nelle FAQ del vostro sito si legge che «BombaSicilia è un cantiere creativo in movimento, aperto a narratori, lettori e macchiafogli che hanno un legame, di sangue o di affinità, con il Sud». Chi può scrivere su BombaSicilia?
Riceviamo quotidianamente dozzine di racconti e almeno una decina di libri al mese, non possiamo pubblicare tutto, cerchiamo storie che abbiano una propria voce tra le righe, di imitatori più o meno riusciti di Carver, di Bukoswki e di Melissa P. siamo onestamente sazi. Siamo un po’ più prevenuti nei confronti di fantomatici poeti, molti si mettono davanti al monitor e spezzano le righe senza troppa convinzione. Perché magari non hanno mai letto un buon racconto. Restiamo figli di Poe e di Richard Matheson. I racconti dell’autore di Io sono Leggenda andrebbero studiati e ristudiati. Cerchiamo anche brevi saggi e recensioni. L’indirizzo per inviarci contributi è
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, leggiamo con piacere tutto quello che arriva.
Ci sono dei siti o dei blog che hanno ispirato e che continuano a ispirare BombaSicilia?
BombaSicilia è nato come portale, poi è diventata un web-magazine trimestrale, poi un quotidiano di letteratura e oggi è il supplemento culturale del quotidiano on-line di Bagheria 90011.it. Come in tutte le attività umane ci sono modelli impliciti o espliciti, l’unica cosa che è rimasta negli anni è la lucertola nella testata, perché restiamo sempre un gruppo di volontariato e resistenza culturale. Senza essere polemico non ho mai capito perché il web letterario si prende così terribilmente sul serio, negli anni ho sempre cercato di mantenere la dimensione ludica del nostro stare insieme. Per questo senza dubbio ci sentiamo più vicini a Cabaret Bisanzio (www.cabaretbisanzio.com) che a Nazione Indiana (www.nazioneindiana.com).
Ci sono dei siti, e in particolare, dei blog che leggi tutti i giorni?
Seguo via feed almeno una dozzina di siti, oltre ai siti dei quotidiani che mi devo sorbire per lavoro. Mi piacciono i siti e i blog che hanno dietro un’idea, un progetto, come Cabaret Bisanzio, Lankelot (www.lankelot.eu) e akatalepsía (http://akatalepsia.blogspot.com) di Clelia Mazzini, una lettrice profonda e inspirata. Senza dimenticare la Bacheca Sportiva (www.labachecasportiva.it), il sito dei Fratelli Bellanca, gli altri due papà di BombaSicilia. I pizzini lasciati in bacheca riannodano quotidianamente la nostra decennale amicizia.
E per finire, quali sono gli indirizzi web che consiglieresti di visitare con una certa frequenza?
Xantology.com (www.xantology.com) dello scrittore Antonio Pagliaro, Letturalenta.net (www.letturalenta.net) di Luca Tassinari, Vertigine (http://vertigine.wordpress.com), i materiali letterari di Rossano Astremo, il bellissimo sito de La Compagnia del libro, il programma di Sat2000 (www.lacompagniadellibro.tv) e soprattutto il blog di Giorgio Tesen (http://giorgiotesen.diludovico.it). ♦
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