Racconti

Ritornare a Natale
Caterina Falconi

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caterina-falconi-seduta.jpgIl talento salta una generazione. Forse perché i nonni hanno con i nipoti un rapporto privilegiato. Riparano ai danni e alle omissioni di quando erano soltanto dei genitori, riversando sui bambini dei figli il meglio di sé.
Questo deve essere accaduto tra mio padre e Giovanni. Mi auguro. Soltanto questo.
Papà è stato il più grande biologo del ventunesimo secolo. Ha sfiorato il nobel. Collaborato a ricerche segretissime. Pubblicato caterve di volumi. Infestato decine di facoltà, e contaminato centinaia di studentesse.
Forse studenti... mi auguro di no, perché escludere la sua bisessualità mi aiuta a sperare che non abbia messo le mani su mio figlio quand'era ragazzo.
Con me lo fece, una vigilia di Natale.
Per questa, e altre ragioni, io odio il Natale.

 
Racconti

covers-piccolo.pngAscesa e caduta di Lucio Graziani, scrittore 
(cover di Penna offresi di Woody Allen. Con rispetto e genuflessioni.)
di Gianluca Morozzi


«È arrivato?» chiese il Sommo, fumando un sigaro dietro la scrivania.

«È qui fuori» rispose il Leccapiedi, con un impercettibile tremito nella voce.

«Be’, cosa aspetti, allora? Fallo entrare».

«Ecco, Capo, non so…»

«Insomma, è qui fuori o no? È troppo difficile farlo entrare? Il tuo incarico ti provoca stress, per caso?»

«No, Capo, è che…»

«Perché posso spostarti d’incarico, se vuoi. Addetto all’Assegnazione Posti Auto. Vuoi diventare Addetto all’Assegnazione Posti Auto, o vuoi fare entrare Lucio Graziani nei prossimi trenta secondi?»

 
Racconti

bebemorozzi.jpg

Le nuove avventure di zio Savoldi
(cover di uno qualsiasi dei racconti di Le umiliazioni non finiscono mai, Guanda Editore)

di Gianluca Morozzi & Paolo Alberti

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«E come ti sembra questa storia qua, di Verona?»
«Boh. Impegnativa. Ma vale la pena provare, no?»
«Infatti. Tanto ho già promesso che ci saremo tutti e due».
«Bravo. A che ora passo a prenderti?»
«Alle tre».
«Sabato alle tre. D’accordo».
 
Tutti e due riagganciano.
Pensando che sabato, alle tre, il sole sarà una supernova.
 
Racconti


caterina-falconi.jpgCome in un incipit

di Caterina Falconi

La presentazione di Mangiacuore a Pescara (29 marzo 2008)  

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È stata una giornata faticosa.
Riunione al liceo di mia figlia per la programmazione didattica, in un edificio che sembrava di farina, incassato tra portici suggestivi, davanti a un preside agguerrito, con altre madri un po’ peste.
Poi il compleanno di mio padre, in un ristorante di campagna, a stiparmi in corpo compulsivamente cibo e acqua gassata.

 
Racconti

elena-battista.jpgI pesci dormono sospesi
Elena Battista

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Ho aperto gli occhi in una stanza che subito non ho riconosciuto. Non è casa mia. C’è più luce, le pareti sono più spoglie. Accanto a me non c’è nessuno. Sono sempre stata una donna impulsiva. Ho sempre agito d’istinto, preso treni. Mi è sempre parso un pregio. Ora non lo so più.

 
Racconti


andrea-dagostino.jpgMaiali

di Andrea D'Agostino

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I maiali mangiano tutto. Lo dice voltando la testa all'indietro. Con le mani, senza controllare quello che fa, trova il chiavistello grosso e lo sfila. Apre la porta, mi lascia passare. Maiali dappertutto, puzza, grugniti, il macinio sinistro delle fauci.

 
Racconti

at-the-end-of-the-world.jpgL'emiro di Comacchio
Elena Battista

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È da un po' che Angela e Walter hanno perso l'abitudine di uscire la sera.
Da ragazzi lo facevano. Walter guardava l'orologio già dalle quattro del pomeriggio, e non gli importava niente se il funzionario si spazientiva e cercava di rifilargli una pratica rognosa e urgente, apposta. Qualunque cosa gli scivolava addosso, qualunque cosa che non fosse Angela.

 
Racconti

Prove generali
Caterina Falconi

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caterina-falconi-con-gatto.jpgIl mare è da sempre lo scenario dei miei dolori.
Mi siedo sulla riva, e guardo le bambine che fanno il bagno. Il sole scivola nella parte bassa del suo arco e mi morde la schiena. È piacevole il contatto della sabbia umida e ruvida contro le natiche, le piante dei piedi. Mi abbraccio le ginocchia. Le bambine si spruzzano l'acqua, strillano, ridono chiassose in quell'azzurro lucente. Riemergono e sono di smalto. Provano qualche passo del balletto facendo ruotare le braccia tese sopra la testa. Tra due giorni hanno il saggio di danza. La scuola è chiusa da sette. L'estate è esplosa. Il cielo è una voragine di luce, la crepa in un crogiolo di oro fuso.

 
Racconti

La spiaggia
Elisa Ruotolo

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elisa-ruotolo.jpg...quando la neve si scioglie,
il bianco dove va a finire?
W. Shakespeare


Ormai gli autobus non mi piacciono più. Mi fanno venire in mente solo strani pensieri. Li guardo appena quei dieci passeggeri stentati che cercano ogni volta il posto più lontano, anche da me, e li vedo in piedi, nudi davanti alla specchiera un istante prima di vestirsi.
Lo facevamo da ragazze quel gioco lì, Giovanna ed io: immaginare da dove partivano. Alle volte si pettinavano prima d'infilare la testa nel buco circolare delle maglie, e c'era chi per stendersi i calzini fin sotto le ginocchia si stropicciava i pantaloni verso il basso.

 
Racconti

Susanna
Laura Bottazzi

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laura-bottazzi.jpg«Vi prego di fare silenzio».
La voce perentoria, eppure calda e avvolgente come una sciarpa di seta. Ti guardo arrossendo e mi perdo nei tuoi magnifici occhi grigi. Ti volti verso la lavagna e ricominci a spiegare e a narrare di vecchie storie polverose, piene di date e guerre, come se l’uomo non avesse fatto altro che combattere.
La classe tace per qualche istante.
Un breve passaggio di mani e arriva sul mio banco un bigliettino di Cristina: «MA QUANTO FICO È??!!»
Sorrido, a lettere minuscole aggiungo: «Io lo amo già! Vorrei che tutti i giorni ci fosse storia! Speriamo che la Fanton non torni più». Poi semino qua e là qualche cuoricino e passo il foglio.

 
Racconti

Salsa borotalca
Eva Clesis

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eva-clesis.jpgA cinque anni non è facile accettare l'idea che tua madre rimanga dieci giorni in ospedale a causa di un'anguria.
Avrebbe potuto benissimo mangiarla come facevano tutti, stampando quattro morsi a mezzaluna su di una bella fetta.
Invece no.
Invece s'era beccata un'indigestione ingoiando il frutto per intero, con la scorza e tutto, senza neanche masticarlo. Mi pareva incredibile come ci fosse riuscita. Doveva essere dotata di una bocca enorme, da supereroe, e di una gola elastica come il corpo di un boa. Era una cosa mostruosa.
Per questo le era venuto il pancione sporgente.
Papà cercò di fregarmi dicendo che mamma andava a farsi un viaggetto. E che lui l'accompagnava alla stazione mentre io sarei stata per qualche giorno dalla zia. È una bugia, gli risposi subito. La mamma va in ospedale, dove i dottori le apriranno la pancia con un coltello. Poi le tireranno fuori l'anguria che s'è mangiata, e la ricuciranno se promette di non farlo più...
Certo che non lo farà più, due sono già abbastanza, concluse lui, mentre prendeva i miei bagagli e li sistemava in macchina.
Due angurie? Gli chiesi io.
No, mi rispose lui. Due figli.

 
Racconti

Non fermarti a pensare
Mascia Di Marco

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di-marco.jpgChiudo gli occhi e penso al sapore dell'acqua, al frigo vuoto, al mio cuore infranto. Alle lacrime che ho versato, al Martini che ho ingoiato. Alle mie giornate ubriache, ai batuffoli di cotone nelle orecchie.
Quante volte, dottore, ho pregato mio marito di non essere troppo accomodante con lei, di non lasciarle sempre l'ultima parola, di non dargliela vinta ad ogni piccolo capriccio. Da quando era ancora piccolissima, e mandava giù con ostinazione qualunque cosa le capitasse davanti agli occhi. Davanti a noi, che non dicevamo niente. Non era normale, dottore, per una bambina di otto anni avere tutta quella fame, sempre, anche di notte. Non le dispiaceva niente, mentre mio marito diceva che era solo una bambina bene educata, non come quegli schizzinosetti figli delle mie amiche, bambini anoressici costretti a nutrirsi di pillole ricostituenti e vitamine per non diventare deboli di vista e di ossa.

 
Racconti

Tanti gatti blu
Massimo Vasini

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Ci saranno altri giorni, / ci saranno altre voci. / Sorriderai da sola. / I gatti lo sapranno. (Cesare Pavese)

massimo-vasini.jpgNon mi hanno creduta. Quelli del pronto soccorso non hanno minimamente creduto alla storia che ho raccontato. Il medico ha detto che una persona non si riduce un occhio come il mio cadendo per le scale. Mi ha chiesto se è successo altre volte. Senza neanche versare una lacrima ho spiegato che Matteo, da quando i galleristi lo ignorano, beve in modo incontrollato e a volte si dispera e se la prende con me.
«Vuole denunciare il suo compagno?», mi ha chiesto il dottore.
«No», ho risposto.  

 
Racconti

Ecce omo
Barbara Ferretti

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barbara-ferretti.jpgNon ricordo la prima volta in cui ho cominciato a guardare le persone negli occhi. L’unica cosa che ricordo è che frequentavo già l’università e adoravo i posti che Marc Augé definisce "nonluoghi", come le stazioni e gli aeroporti, o come i bagni pubblici, perché in quei luoghi tutti vanno di fretta e nessuno ti guarda dall’alto in basso, non si parla di politica o di religione, al massimo l’impiegato intabarrato nella sua mantella grigia ti chiede l’ora, e l’uomo con la faccia da vecchio zio che sta in fila dietro di te ti tocca il culo. Ma nessuno ti giudica o ti fa domande sulla tua vita.

 
Racconti

Come l'aria che respiro
Laura Bottazzi

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laura-bottazzi2.jpg«So tell me you love me…» canticchia talmente sottovoce che quasi non si riesce a sentirla. Intanto sorride divertita forse dalla sua faccia seria o forse per l’imbarazzo. I Coldplay accompagnano quel cantare sommesso, quasi non la volessero prevaricare, come fossero lì, spettatori consapevoli del loro piccolo tempo; così precario e difficile da difendere.

 
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